A / B / C / D / E /  F / G / H / I / J /  K / L / M / N / O /  P / R / S / T / UV / W / Z

Annual Bibliography of Commonwealth Literature 2007
This paper argues that discourses of love in Ghanaian market literature for youth offer a view into complex negotiations of agency and empowerment. Drawing on Deborah Durham's notion of youth as "social `shifters'" and Francis Nyamnjoh's conception of the "interconnectedness" of agency, I take Ghanaian market literature as one specific case of how African literature for youth foregrounds questions of continuity and change as African societies enter into increasingly complex global relations. In this literature for youth, received notions of love, often constructed out of impressions from American pop and hip hop music, carry new notions of agency that compete with existing "domesticated" forms. Authors like Ike Tandoh and Evelyn Tay employ discourses of love to offer youth alternative avenues for empowerment in a context of socio-economic disenfranchizement. In a creative process of "straddling", this writing both reveals and reproduces the contradictions that obtain in youth configurations of agency.

Cardello

L >> Luigi Capuana >> Cardello

Pages:
1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6



Meno male che il Piemontese riprendeva intanto a fare nuovi saggi
d'impasto della creta, e di stagno, e di altri colori.

Cardello questa volta spalancava bene gli occhi, mentre il padrone
pesava i preparati, notando tutto in un quadernetto che si era cucito
per tale scopo. Il Piemontese gli diceva scherzando:

--Vuoi rubarmi l'arte?

--Sono ignorante; non posso rubarle niente.

--Fai bene a prender nota di ogni cosa; dicevo per celia.--

Ma il Piemontese non era mai contento, quantunque i vasetti
uscissero dal forno con lo stagno ben cristallizzato, e con vividi
colori di verde macchiettato di nero e di giallo. Cardello se
n'angustiava.

Finalmente arrivo` il giorno in cui fu firmato il contratto di compera
del fondo. L'ingegnere pero` non arrivava! Cardello passava le
giornate a sorvegliare i carrettieri che portavano dalla cava le
pietre di arenaria e i manovali che le rizzavano in mucchi quadrati. E
il miraggio della fabbrica tornava a riapparirgli davanti agli occhi
vicinissimo, con gli stanzoni rustici per la manipolazione della
creta, con quelli destinati agli operai che dovevano lavorare a le
ruote, coi forni la` accanto, rotondi, come il Piemontese glieli
aveva fatto osservare nel disegno del libro.

L'ingegnere intanto non arrivava!

A Cardello sembrava quasi impossibile che il suo padrone avesse
bisogno dell'opera di mi ingegnere, lui che aveva murato da se` il
piccolo forno riuscito a meraviglia.

--Ma che bisogno ne ha lei che sa far tutto?--gli disse una volta.

--L'ingegnere arrivera` domani,--rispose il Piemontese.

E fu come se gli avesse detto:--Domani la fabbrica sara` allestita di
tutto punto.

Si`, l'ingegnere stette la` otto giorni a prender misure, a tracciar
disegni, e ando` via senza far murare una sola pietra.

Il Piemontese era di malumore. Contava su le dieci mila lire del
premio che il Municipio avrebbe dovuto dargli; ma il Sindaco lo
rimandava da un giorno all'altro, da un mese all'altro, e gli toccava
di leticare coi carrettieri e coi manovali che volevano essere pagati
e che egli, a corto di quattrini, non poteva pagare, Tutto era di
nuovo sospeso, anche i saggi di terracotta, perche` il Piemontese
perdeva le giornate a sollecitare il Sindaco, e anche a trovar
quattrini in prestito da qualche strozzino.

* * *

Come vedeva sorgere da terra i muri per gli stanzoni rustici,
Cardello si sentiva crescere, su su, anche lui. Per ora, una sola
fornace e non molto grande; le altre due rimanevano in progetto, ma
erano segnate sul terreno con cerchi di grosse pietre.

--Tra sei mesi!--aveva detto il Piemontese.

E sei mesi sarebbero passati presto.

Cardello pero` notava che il padrone era spesso preoccupato di
qualche cosa ch'egli non riusciva a indovinare. Difficolta` di denaro,
forse, dopo tanto che se n'era speso? Ma con quell'uomo le difficolta`
duravano poco! Cardello continuava sempre a crederlo una specie di
mago.

A un tratto, il Piemontese parve preso da una gran fretta di
inaugurare la fabbrica con quattro operai andati a cercare in un paese
vicino e tre ragazzi che aiutavano Cardello a manipolare la
creta. Degli stanzoni uno solo era stato coperto. Tutto alla meglio,
pur d'iniziare la produzione.

I vasi, gli orci gia` seccavano al sole nella spianata; oggetti piccoli
pero`, per saggiare la cottura nella fornace e poi saggiare la
stagnatura. E l'ansieta` della prima prova era tale in Cardello che
non lo faceva dormire.

Quando i vasi e gli orci vennero tratti fuori, anche il Piemontese
perde` un po' della sua serieta` davanti al bel resultato. La creta,
nella cottura, aveva preso un colore di rosa carnicina soavissimo;
anche per la leggerezza il resultato era stato eccellente; a confronto
di quelli degli stovigliai, quegli orci, quei vasi pesavano poco piu`
della meta`. La creta avea potuto esser ridotta sottile senza nulla
perdere in resistenza.

Cardello, incontrato quel vecchio stovigliaio, gli disse
trionfalmente:

--Venite a vedere!--

E lo condusse con se`.

--Non c'e` che dire; ma costeranno di piu`

--Possiamo darli allo stesso prezzo dei vostri.--

Il vecchio crollava la testa, incredulo.

--E poi, che puo` importare che siano piu` legger?

--Faremo roba fina. Quando vedrete lo stagno!... Tornate tra otto
giorni.--

In quei giorni nella fabbrica era un via vai di gente. I cinquanta
vasi disposti con bell'ordine sui rozzi tavolini coperti con fogli di
carta, attiravano una folla di visitatori che veniva parte a vedere se
era vero che il Piemontese fosse riuscito a dar lo stagno alle
stoviglie, parte a rallegrarsi che un'industria nuova sorgesse a dar
lustro alla citta` e pane agli operai.

Cardello, interrogato, dava qualche spiegazione; ma ordinariamente
stava zitto, mescolato tra la folla, ammirando anche lui e dandosi gia`
l'aria di capo-operaio e di qualcosa di piu`, di mezzo padrone.

Il Piemontese gli aveva detto due giorni avanti:

--Io dovro` assentarmi per qualche mese. Qui tutti hanno paura di
metter fuori quattrini e avventurarli in un'impresa; e senza
capitali, le industrie non vanno avanti: vado a cercarli lassu`, in
Piemonte. Tu baderai a fare e a far fare quel che si potra`. Ti
lascero` istruzioni precise. Intanto in questi quindici giorni, ti
regolerai come se io non fossi qui. Voglio vedere se sei capace di
far riuscire un'infornata.... Altrimenti bisognera` attendere il
mio ritorno coi nuovi operai.

E cosi`, dopo quattro giorni di esposizione, era stato ripreso il
lavoro, sotto la direzione di Cardello. Egli tremava per la
responsabilita` assunta, e a ogni po' interrogava con lo sguardo il
padrone che fumava e andava su e giu`, muto, serio, indifferente, quasi
niente di quel che si faceva cola` lo interessasse, e non gli
rispondeva neppur con un cenno della testa.

La prima cottura era andata bene. Il difficile veniva ora, con la
manipolazione dello stagno; ma Cardello si era gia` infrancato, e
immergendo i vasi, chiuso nello standone a parte, ripeteva dentro di
se` la preghiera:

--Signore, aiutatemi! Fatemi riuscire un altro pezzo unico.... Cosi`
il padrone andrebbe via contento!--

Il Signore non gli concesse la fortuna del pezzo unico, ma tutto
ando` bene, come se quel mago del Piemontese ci avesse messo le
mani. E mentre questi gli diceva:--Bravo! Bravo! Bravo!--tre volte,
Cardello si sentiva quasi impazzire dalla gioia al pensiero che per
qualche mese il padrone della fabbrica sarebbe stato lui!...

E tornava a ripetere, pensando ai casi della sua vita:

--Quando si dice: "Il destino!" E` proprio vero che ognuno ha il suo
destino!--

E il cuore gli si gonfiava di grandi speranze; e i suoi sogni a occhi
aperti arrivavano fino all'assurdita` dei sogni veri, ed egli stesso
talvolta ne rideva.

* * *

Sul punto di partire, il Piemontese lo aveva tratto da parte, e gli
aveva consegnato una busta sigillata, senza indirizzo.

--Senti: conserva bene questa busta. Se io tardassi molto a
scrivere--i casi son tanti--aprila; vi sono istruzioni che adempirai
minutamente.... Appena arrivato, spediro` un po' di denaro. Tu sei un
buon figliuolo, saprai regolarti.

--Torni presto! Torni presto! Mi parra` di essere una mosca senza capo
con la mancanza di lei.

--La testa non bisogna perderla mai, in qualunque circostanza.... Va',
tu sei un buon figliuolo!... Tornero` presto! E mi raccomando: ordine
e pulizia!

--Scriva subito.

--Appena arrivato.--

Cardello si accorgeva che il Piemontese serio, freddo, faceva in
quel momento grandi sforzi per non mostrarsi commosso; ed egli lo
imitava, trattenendo i singhiozzi nella gola e le lacrime tra le
ciglia, per non fargli il cattivo augurio.

E arrivo` la prima lettera e poi la seconda e poi la terza; e
arrivarono anche mille lire! Cardello, che non aveva mai avuto, in
vita sua, tanti quattrini da spendere, non volle tenerli in casa e li
porto` alla cassa postale; la` erano sicuri!

Poi, con intervallo di quindici giorni, un'altra lettera affettuosa,
ma breve, che prometteva vicino il ritorno.... E poi niente piu`!

Cardello, non fidandosi delle sue scarse abilita` epistolari, si
faceva scrivere lunghe lettere dal segretario comunale; ma rimanevano
tutte senza risposta. Un telegramma venne restituito con la
osservazione: "Irreperibile!"

Il Piemontese non era dunque piu` a Torino?

Che cosa doveva egli fare? Attendere ancora o aprire la busta e
adempire le istruzioni lasciategli?

Intanto le ruote lavoravano, la fornace ardeva, e la vendita degli
oggetti stagnati procedeva bene in citta` e nei paesi
vicini. Cardello, pero`, vedeva diminuire la provvista dei preparati
ch'egli si ostinava a chiamare medicamenti. Una lettera raccomandata
venne rimessa al mittente per irreperibilita` del destinatario.

Allora l'idea d'una disgrazia, di qualche malattia grave--alla morte
non osava di pensare--riempi` di terrore Cardello.

Se avesse saputo dove andare a rintracciarlo, sarebbe partito senza
indugio; gli rimanevano ancora cinquanta lire.

E ando` a consultarsi col Segretario comunale, che dimostrava di
volergli bene, e gli diceva spesso, come il Piemontese:--Sei un buon
figliuolo!--cosa che a Cardello faceva tanto piacere perche` gli
sembrava di sentirlo dire dal padrone lontano.

--Ha scritto finalmente?--gli domando` il Segretario vedendolo.

--Ma che! Non so che pensare. Ho il cuore piccino piccino.... Mi
consigli lei che ne sa piu` di me. Sul punto di partire....--

E riferi` sillaba per sillaba le parole che il Piemontese gli aveva
dette consegnandogli la busta sigillata.

--Che cosa devo fare? Attendere ancora? Aprire la busta ed eseguire le
istruzioni che contiene? Non so come regolarmi.

--Io, nel caso tuo, aprirei la busta.--

Cardello la trasse di tasca e gliela consegno`:

--L'apra lei.--

Il Segretario, spiegato il foglio, spalanco` gli occhi dalla sorpresa.

Cardello non osava di domandargli:

--Che cosa dice?--

--E` il suo testamento!--soggiunse il Segretario.--Lascia tutto a te,
la fabbrica e il resto del premio che il Municipio deve pagargli:
sei mila lire,

Cardello, interdetto, non respirava; temeva di avere inteso male.

--E sai come dice?--riprese il Segretario:--Istituisco mio erede
universale quel buon figliuolo del mio operaio Calogero Strano!--

Cardello die` in un gran scoppio di pianto!

--E` dunque morto?... Non e` possibile! Come? Dove?--Non se ne potra`
saper niente? Oh Dio!... Non e` possibile! Voglio attenderlo!
Tornera`!

--Potrebbe anche darsi. Intanto e` bene far registrare il testamento. E`
una bella fortuna, sai? Sappi conservartela!

--Che faro`, senza la sua guida?... No, non e` morto: voglio
attenderlo.... Tornera`!--balbettava Cardello quasi soffocato dai
singhiozzi.

E, come compianto del suo padrone, gli sfuggi` di bocca:--Quando si
dice: "Il destino!" E` proprio vero: ognuno ha il suo!

--Il nostro destino--lo ammoni` il Segretario--ordinariamente ce lo
facciamo con le nostre mani. Tu sei stato un buon figliuolo; la
fortuna che ti capita oggi te la sei meritata! Sappi conservartela,
caro mio!






Pages:
1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6
Copyright (c) 2007. topboookz.com. All rights reserved.